Ciao a
tutti,
il post di oggi è dedicato ai libri, e per la precisione al
testo di Giorgio Galli “Hitler e il nazismo magico”.
L’autore è uno dei più importanti politologi italiani, è
stato docente per anni presso l’università di Milano ed è un famoso autore di
testi a carattere storico ed esoterico.
Ho trovato questo libro estremamente interessante,
assolutamente ben scritto, chiaro ed accattivante, arricchito da molte citazioni
e una ricchissima bibliografia.
Tra i molti argomenti e fatti storici trattati, il libro si
concentra soprattutto sulla figura storica e personale di Hitler, sulle
associazioni esoteriche del tempo con particolare attenzione a protagonisti più
o meno noti dell’ambiente, infine sul nazismo dal punto di vista culturale e
non solo storico-ufficiale.
Secondo l’autore infatti l’esoterismo, le sette segrete, la
cultura mistica permeano e influenzano Hitler, le sue decisioni politiche e
militari così come moltissimi personaggi della sua cerchia; questa ascendenza
ha poi avuto un ruolo determinante durante tutti gli avvenimenti di questo
scontro mondiale. L’occulto, la magia, i riti e le diverse superstizioni
esoteriche sembrano ammantare ogni giorno ed ogni persona (dal semplice
ufficiale militare al capo delle SS, dall’ambasciatore al figura del ministro,
dallo scienziato al filosofo). L’astrologia così come il potere occulto è in
ogni istituzione (ad ogni livello nell’esercito e nella politica, nel
giornalismo e nella letteratura, nella scienza e nell’arte) e tra la gente
comune … sembra essere ovunque.
Il testo fa luce, anche, sulla posizione della potenza inglese
indecisa (fin quasi all’ultimo!) tra l’accordarsi con la Germania del führer
oppure allearsi con Russia e USA. Churchill stesso ebbe un ruolo determinante
nel conflitto, nonostante le idee pacifiche e vicine all’ideologia tedesca del
sovrano inglese.
Dal testo pag. 208 “Qui importa rilevare che la politica inglese fu a
lungo incerta, che l’ultra-conservatore Churchill divenne il campione della
crociata anti-hitleriana perché non ebbe mai esitazioni nel bandirla e che lo
fece sia perché capiva che Hitler aveva progetti non negoziabili (il fine di
Hitler era un dominio globale di tutti i popoli europei), sia perché riteneva
che questi suoi progetti si fondassero su un’impostazione culturale (non
politica quindi ma culturale legata all’occulto) non priva di punti di
riferimento nella stessa Inghilterra”.
Quello che mi ha maggiormente colpito è la descrizione
particolareggiata della figura di Hitler, di quello che è lui personalmente e
realmente nella vita di tutti i giorni. Prima, dopo e durante il suo essere führer.
Galli descrive, a più riprese, Hitler come un uomo per nulla
coraggioso e poco superstizioso, con una discreta intelligenza e una buona
cultura generale; amante dell’arte e della letteratura eppure spesso preda di
idealismi e fanatismi legati al paganesimo (alla mitologia norrena, in
particolare).
E’ una figura particolare, carismatica ed eccentrica che ha
caratteristiche da leader ma che spesso si lascia convincere o guidare da
pensieri o idee altrui. Egli non è un combattente ma uno stratega affascinato
dall'esoterismo e con l’instabile progetto di voler creare (sempre seguendo antichi
miti e leggende esoteriche!) una nuova razza tedesca (migliore, forte, sana,
superiore intellettualmente e fisicamente) a discapito di altre presenze minoritarie
ritenute colpevoli d’insensati crimini contro la sua amata patria.
La sua intenzione principale è la creazione di un universo
(una nuova cultura europea globale) che sia ispirata alla mitica Thule,
caratterizzata da uomini e donne bellissimi, forti fisicamente e dotati di
poteri mentali. Un mondo migliore in cui eletti o prescelti (uomini o donne,
principalmente tedeschi, che aspirino al divino e al magico, ad avere una vasta
conoscenza per poi divenire esseri superiori) che avrebbero dominato su tutti
gli altri.
In questa folle visione, Hitler concepisce se stesso come un
profeta, un iniziato, un prescelto e una guida che porterà il suo popolo verso
l’immortalità, verso i riti e le credenze dei “mitici popoli nordici”. Un
depositario di poteri e conoscenze superiori che fanno, quindi, di lui un
leader per l’intera Germania.
Nella vita quotidiana, sembra essere un uomo ossessionato
dall'ordine e dal controllo, un uomo che non si fida di nessuno e che, in caso
di tradimento verso di lui o verso la patria, non esita ad eliminare anche chi
gli è sempre stato vicino. Un uomo tenace e caparbio, incurante dei normali
valori sociali e morali, molto pigro ma a tratti animato da idee folli e irrazionali,
irrealizzabili ma assolute.
L’autore, con maestria, snoda uno dopo l’altro i legami occulti
più o meno forti che s’intrecciano con le vicende politiche e militari che porteranno
infine verso uno dei più insensati conflitti mondiali del Novecento.
Un testo davvero coinvolgente che consiglio di leggere a
tutti ed in particolare agli appassionati di misteri storici ed occulto.








