Ciao a tutti e ben tornati sul mio blog,
oggi vorrei dedicare questo post al libro Storia della magia
di Kurt Seligmann parlandovi un po' della mia opinione dopo averlo letto.
Seligmann Kurt
Comincio con dire che non conosco l’autore e questo è il suo
primo libro che leggo; è uno scrittore ed artista di origini svizzere (è nato a
Basilea nel 1900) noto soprattutto nell’ambiente surrealista grazie ai suoi
quadri con protagonisti il mondo medievale ed esoterico. Intorno agli anni ’50
cominciò a dedicarsi all’insegnamento e divenne presto professore di Arte in
alcuni college di New York, negli Stati Uniti; morì poco più di un decennio
dopo, nel 1962, sparandosi accidentalmente.
Di cosa parla il testo?
Il libro può essere catalogato come un trattato incentrato
sulla storia e l’evoluzione della magia, a carattere esoterico, dal punto di
vista culturale e geografico. L’autore infatti ripercorre i secoli e le
vicissitudini storiche in funzione all’argomento, quindi la rappresentazione
del concetto di magia attraverso popolazioni geografiche e culturali
lontanissime l’una dall’altra.
Saligmann inizia intrattenendo il lettore con le
superstizioni magiche della vicina Mesopotamia (oggi comprende l’Iraq, parte
del Kuwait e dell’Arabia Saudita infine alcuni territori della Siria, Iran e
della Turchia), attraversare la Persia (l’odierno Iran), l’Egitto ed Israele,
la Grecia e l’impero romano passando da epoche quali la preistoria, il periodo
del regno dei faraoni e il medioevo, l’illuminismo ottocentesco e le guerre del
‘900 fino ad arrivare ai giorni nostri.
Ha sfiorato con sottile delicatezza le religioni e le culture
più disparate quali l’ebraismo e lo gnosticismo, la stregoneria (vedi ad
esempio i processi di Salem) e a Cabala, il romanticismo dell’800 e
l’ermetismo, la massoneria e la fisiognomica, la nascita dello studio
dell’astrologia e di altre pratiche divinatorie.
Il testo scorre in maniera fluido, il linguaggio e la prosa
sono sufficiente mente chiare e comprensibili anche a chi non ha nozioni
storico-culturali approfondite.
E’ un testo interessante, a tratti curioso e divertente, una
buona lettura ma non un libro appassionante che ti tiene incollato alle sue
pagine… direi nella media.
Voto: 7/10