Edito di Sonzogno nel 1998.
“Dal
cuore profondo dell’Australia la <>
ci porta il messaggio di antica saggezza della Vera Gente per riscoprire il
potere che è dentro l’uomo e la natura”.
La
mia opinione su questo volume è molto positiva, il libro è ben scritto,
scorrevole ed interessante.
La descrizione dei luoghi e paesaggi è dettagliata, ispirata e riesce ad arrivare intensa fino al lettore. Leggiamo dei protagonisti e dei personaggi secondari non imparando a conoscerne le caratteristiche fisiche, poche, quanto piuttosto dai loro interventi e dialoghi, dalla loro spiritualità e dalle loro scelte etiche e morali, dai frequenti cambi dei loro nomi e della relativa dettagliata spiegazione.
La descrizione dei luoghi e paesaggi è dettagliata, ispirata e riesce ad arrivare intensa fino al lettore. Leggiamo dei protagonisti e dei personaggi secondari non imparando a conoscerne le caratteristiche fisiche, poche, quanto piuttosto dai loro interventi e dialoghi, dalla loro spiritualità e dalle loro scelte etiche e morali, dai frequenti cambi dei loro nomi e della relativa dettagliata spiegazione.
Un testo che incoraggia a riflettere su se stessi e sul mondo esterno, sulle persone che ci circondano, sul proprio stile di vita e le scelte quotidiane che compiamo. Un libro che spinge a ragionare su cosa siamo e da dove veniamo, sui nostri credi e valori, sui nostri desideri più o meno intimi, sui nostri obbiettivi a breve, lungo e medio termine.
La protagonista compie una vera e propria evoluzione personale esteriore ed interiore, scopre e riscopre se stessa e le sue origini, le credenze del suo popolo di appartenenza senza però dimenticare quelle della “sua famiglia adottiva”.
Un libro davvero intenso e profondo, coinvolgente ed emozionante che riesce a portare alla luce molti atti e credi disonorevoli dei cosiddetti “popoli civili”. Premetto che sono molto ignorante perché non conosco quasi nulla sulla cultura e sui credo spirituali delle tribù aborigene australiane, così come sono impreparata sulla distruzione e lo scempio che il popolo bianco (gli occidentali) ha compiuto a danno di moltissimi gruppi etnici in Australia.
Si
scoprono abitudini e stili di vita così semplici ed essenziali, lontanissimi
dalle comodità e dal lusso.
Si
ri-scoprono gesti altruisti e generosi, ringraziando ogni animale e pianta e
bacca e frutto e radice che vengono raccolti, usati e consumati tutti al solo
fine della sopravvivenza.
Si
incontrano popoli superficiali e crudeli carichi di pregiudizi e stereotipi
negativi verso tutto ciò che è diverso.
Si
incontrano popoli pacifici con mente aperte e cuore gentile, carichi di
ringraziamenti per ogni cosa e di desiderio di imparare e conoscere senza mai
voler giudicare.
Non credo sia un libro leggero ma non lo ritengo nemmeno pesante e noioso, penso piuttosto che vada capito ed interpretato. La lettura serve appunto ad aprire la mente a nuove informazioni e nuove idee, ad eventi accaduti realmente o a situazioni immaginarie.
Questo romanzo di Marlo Morgan è, a mio parere, uno di quei libri che vanno letti almeno una volta nella vita … può piacere o meno ma va sicuramente letto!
Irene







