Buongiorno,
oggi
breve recensione del libro “Il mistero di Torino” di Vittorio Messori ed Aldo
Cazzullo.
Il
saggio, comprato d’impulso durante alcuni acquisti sconsiderati (Sigh!), si compone di
oltre 480 pagine, risale al 2004 ed è edito da Mondadori.
Il
libro è sostanzialmente diviso in due parti, una ciascuna per i due
autori-giornalisti: nella prima parte, Messori, parla della città seguendo
passo dopo passo la sua vita (dall’infanzia all’adolescenza, dalla giovinezza
alla vita da adulto) trascorsa a Torino. Descrive con attenzione quasi
ossessiva quartieri, strade, edifici (senza tralasciare salti temporali qua e
là) solamente in relazione allo scorrere temporale della propria vita. Si
parte, ad esempio, dai trasferimenti di casa alle scuole frequentate, dalle sedi
dei diversi impieghi lavorativi dell’autore ai personaggi pubblici politici ed
imprenditoriale del tempo.
La
prima parte, che occupa ben 334pagine, non mi è piaciuta affatto ed ho fatto
molta fatica a leggerla. L’ho trovata noiosissima e pesante, fin troppo
auto-celebrativa ed auto-referenziale, per nulla incentrata sulla realtà di
Torino quanto piuttosto sull’autore stesso e la sua vita e la sua ideologia e i
suoi credi.
Troppi
a mio parere sono i cenni e i riferimenti alla storia del quotidiano La Stampa
e alla sua evoluzione, all’azienda automobilistica Fiat ed ai suoi
proprietari/imprenditori così come ho trovato fastidiosi e noiosi i riferimenti
a personaggi politici e sportivi (ovviamente legati all’evoluzione della
squadra Juventus) e i cenni legati alla religione cattolica in generale e ai
suoi “personaggi” più in vista dell’epoca.
Poco
diversa, ma non molto purtroppo, è la parte di Cazzullo che si concentra di più
sull’attualità e sulla politica, e grazie al cielo molto meno sulla religione.
Lo stile di Cazzullo è decisamente meno pesante di quello del suo collega, meno
pretenzioso e molto meno noioso e contorto. Insomma nella seconda parte si può
tirare un sospiro di sollievo ma non a pieni polmoni purtroppo.
In
sintesi, sconsiglio vivamente l’acquisto di questo libro poiché lo ritengo
molto poco interessante (soprattutto nella prima parte, quella di Messori!) e
molto deludente. Se vi aspettavate (come me!) il libro ricco di aneddoti
storici ed attuali sulla città, recanti cenni su personaggi quali Nostradamus,
Roll ed esoterismo non ne troverete … forse un paio di righe appena.
Peccato
perché il titolo e la breve introduzione sul retro copertina facevano intendere
un testo con ben altre caratteristiche e tematiche.
Irene