Buongiorno a
tutti,
post del mese dedicato alla recensione del libro Il buio
oltre la siepe di Harper Lee.
L’ho finito di leggere poco prima della fine di marzo e ne
sono rimasta davvero molto colpita; credo di poter dire che questo sia stato
uno dei più bei libri che io abbia mai letto.
Adoro leggere da sempre, una passione che ho fin da quando
ero davvero molto piccola, adoro l’odore che hanno i libri vecchi e anche di
quelli nuovi, adoro il fruscio che producono le pagine quando vengono girate e
adoro la ricchezza e la musicalità (che gli autori, non tutti purtroppo,
riescono a trasmettere al lettore con le loro parole!) … insomma amo davvero
molto leggere.
Questo libro in particolare mi è stato regalato da una cugina
(grazie Manu! ^_^) ma era uno dei più di 50 titoli presenti in una vecchia
lista di libri da leggere lasciata chissà dove e che mio fratello (grazie anche
a te Fratello! ^_^) ha scovato e consegnato a mia cugina per farmi una
sorpresa. Non so voi ma personalmente quando, ai compleanni o durante il
periodo natalizio, mi domandano cosa mi piacerebbe ricevere come regalo
rispondo (quasi!) sempre libri.
Come dicevo appunto, era uno dei tanti titoli presenti in una
delle mie numerosissime liste di libri da leggere ma fino ad oggi non avevo mai
neppure letto la sua trama. Che dire quindi del libro… l’ho trovato bellissimo.
Non starò qui a raccontarvene la trama perché sarebbe riduttivo, noioso e non
credo riuscirei a farlo rimanendo oggettiva ed imparziale e poi potrete
trovarla un po’ ovunque online. Voglio però parlarvi di quello che leggere
questo libro ha suscitato in me e per far questo non è necessario rimanere
obbiettivi.

Le vicende della famiglia Finch sono raccontate in modo
scanzonato e divertente dalla voce narrante di Jean Louise Finch, chiamata però
da tutti Scout, una bambina di appena otto anni che vive assieme al fratello di
3anni più grande Jem e al padre Atticus nella cittadina di Maycomb, nel sud
degli Stati Uniti. Le vicende famigliari s’intrecciano inevitabilmente con
quelle della cittadina, del paese e del clima economico e socio-politico
dell’intero paese e ci vengono descritte dalla vivace, intelligente e sensibile
voce di Scout. Atticus è un avvocato che viene incaricato della difesa di un
uomo di colore accusato ingiustamente di violenza carnale ai danni di una
giovane ragazza bianca. Come molte cittadine di provincia, soprattutto per
l’epoca (parliamo dei primi decenni del Novecento), Maycomb è preda di
pettegolezzi e vizi, di visite in chiesa e critiche più o meno velate; sono
poche le persone che incontrano il favore e la simpatia di Scout tuttavia, il
lettore, può avere un’ampia opinione su quasi ogni suo cittadino grazie ai
pensieri della bambina, ai discorsi e discussioni a cui assiste. Il signor
Finch è un uomo mite, non molto espansivo tuttavia sensibile e giusto sia verso
i suoi figli sia verso la società. E’ un uomo che segue i suoi principi morali
ed etici, sia sul lavoro sia nella vita di tutti i giorni, un uomo colto ed
intelligente e che vuole crescere i suoi figli senza tener conto
dell’indottrinamento sociale dell’epoca. Mi piace molto che permetta ai suoi
figli di leggere e farsi un’opinione in tutta libertà, che educhi entrambi ai
valori di dignità e parità di sesso e di razza, che non tenti di indirizzarli
in alcun modo lasciandoli così liberi di scegliere chi e cosa essere “da
grandi”.
Sullo sfondo la lotta al razzismo e all'uguaglianza dei
diritti per uomini e donne senza distinzione di razza, sesso o età. Una lotta
portata avanti strenuamente da Atticus quasi del tutto isolato con il solo
sostegno dei propri figli, di miss Maudie e limitatamente dal giudice Taylor e
dallo sceriffo Heck Tate. Una lotta che purtroppo non ha fine positivo ma che
in qualche modo, nonostante la tragica fine, mostra il vero volto degli
abitanti di Maycomb.
Il libro ha un linguaggio chiaro e scorrevole, risulta
divertente e accattivante grazie a Scout, che con la sua vivacità infantile non
risparmia proprio nessuno.
Un libro intenso e toccante che tratta temi
scottanti quali l’ipocrisia sociale, il razzismo e la violenza, l’ingiustizia e
le disuguaglianze razziali, la povertà sociale e culturale dell’epoca ma senza
la solita pesantezza a loro riservata.
Un libro super consigliato a qualsiasi
età.